a meal of raw thoughts

2.3.09

Cruditè si è spostato

Da oggi Cruditè lo trovate qui. Ci vediamo dall'altra parte.

26.1.09

COGITO INTERROTTO - lettera aperta a Corrado Augias

Qui di seguito la mail che ho scritto a Corrado Augias il 3 gennaio*.


Gent.le Corrado Augias,
le scrivo per invitarla a portare il mento fra le ginocchia, assumendo una posizione completamente rannicchiata. Bene. Ora provi a fare un bel respiro. Difficile, vero? Naturale, ha la gabbia toracica completamente compressa. Chiunque se ne può avvedere facilmente. Dunque, perché leggo sull’inserto cultura di Repubblica di ieri, in un articolo sul rapporto tra religione cattolica e pratica Yoga, che tale posizione aumenta l’ossigenazione? Per inciso, il profeta Elia e i mistici che pregavano così rannicchiati, miravano – fra l’altro - proprio a ottenere l’effetto contrario: l’ipo-ossigenazione, stato che inibisce la mente vigile e predispone a un livello di coscienza “estatica”.
Sia gentile davvero, Corrado Augias, e raccolga la mia provocazione: in realtà è un appello a tutti i giornalisti culturali italiani.
Che non si scaglino solamente contro l’ignoranza infestante le nostre università e il nostro paese. Che facciano qualcosa di più. Magari, sentendosi in parte responsabili di tale ignoranza. Alimentata anche da errori dozzinali come il sopracitato esempio: frutto di una superficiale “googlata”, non so. Ma che non mi aspetto, assieme ad altre imprecisioni, più o meno gravi, in un pezzo pubblicato nella sezione Cultura di uno dei più prestigiosi quotidiani nazionali.
Sullo stesso quotidiano, l’altro ieri, leggevo l’appello al referendum sul testamento biologico. Conosco – e personalmente condivido - la sua posizione in merito, gentile Corrado Augias, e per questo scrivo proprio a lei. Anche tale articolo contiene, secondo il mio modesto parere di filosofo e professionista del mondo della comunicazione (definizione che ho trovato proprio su google associata pure all’autore più giovane del pezzo), un eccessivo numero di cedimenti sia di forma sia di contenuto. Per questo insisto nel mio appello: giornalisti culturali italiani, siate responsabili. Per fortuna le atrofie dei muscoli cognitivi sono reversibili. Fatevene carico. Non basta iniziare il processo culturale. Occorre portarlo a fondo con la dovuta passione e cura. Altrimenti il popolo dei lettori dovrà sempre accontentarsi di un assai poco gratificante cogito interrotto.


* per la cronaca, Augias ha risposto e apprezzato la mail, ma il caporedattore cultura  di Repubblica, a cui l'ha inoltrata, evidentemente ha deciso di non pubblicarla. 

22.1.09

Lego/metaio Augmented Reality "Digital Box" Leak

quote from flickr:
"Lego and metaio are debuting this innovation in stores soon. It uses their augmented reality techniques to let kids see and manipulate an extremely detailed 3D version of the assembled model, by moving the box around in front of the display.

In other words - freaking whoa!"

18.1.09

Concept for augmented reality mobile phone

This is what Leonard Low writes: "Blogged at The Mobile Learning Blog. Here's my idea for a really cool mobile phone. A curved LCD screen renders augmented reality data in front of the user's POV, using a camera mounted on one (or both) side(s). The LCD screen is touch sensitive on the *outside* to allow the user to touch the visor and interact with the device. The visor can be stowed over the head (like a headphone band) when not in use. Smaller, more streamlined earphones could make the phone lighter and sleeker. Information about the user's surroundings could be provided to the user in real time, as well as playing of related video or audio content. "

20.12.08

testing ping.fm

11.12.08

LE FORME AU(G)MENTATE DEL TEMPO



Alla Triennale Bovisa è in corso una mostra dedicata a "Guido Crepax. Valentina, la forma del tempo".
Come tutti quelli che erano adolescenti negli anni '80, ho conosciuto Valentina in TV prima che a fumetti: quante nottate trascorse con gli amici a fare rewind sulle scene più piccanti di Demetra Hampton nei panni (per lo più svestiti) di Valentina. Questa contingenza ha fatto sì che il mio approccio al personaggio di Crepax fosse fin da subito multimediale: televisivo e poi cartaceo.
Quale gioia, allora, leggere all'ingresso della mostra che lo stesso approccio - multimediale - ha guidato i curatori nel pensare il percorso del visitatore. Cito a memoria (del mio mac su cui ho fatto cut and paste): "Tra gli aspetti distintivi e innovativi di questo allestimento, la multimedialità (con elaborazioni video, punti interattivi e ambienti sonori che riproducono e amplificano l’attualità delle invenzioni linguistiche di Crepax e il suo ininterrotto dialogo col cinema), e una particolare relazione con il visitatore (che, grazie alle gigantografie dei disegni sulle pareti, alla proiezione di immagini e a speciali invenzioni interattive danno l’impressione di entrare fisicamente nello straordinario mondo creato dalla fantasia di Crepax). La mostra è articolata in sezioni tematiche (stanze), in cui le tavole originali dei fumetti si alternano a elaborazioni e interpretazioni multimediali".
Beh, ma è fantastico! - mi dico - e varco la soglia della prima stanza, mosso dall'energia sinaptica dei miei ricordi adolescenziali.
Mi addentro nei corridoi dove echeggiano suoni e voci; nelle stanze in cui monitor occhieggiano ammiccanti e pruriginosi spioncini invitano a scoprire mini-monitor nascosti al comune pudore. Una grande mostra, davvero. Un'esperienza interattiva e multisensoriale. Immersiva, direi, se fossimo nel 2008. Ma non è così.
Siamo nel 1989. Non c'è altra spiegazione. Mini-monitor, schermi TV, voci nei corridoi: la dotazione tecnologica dei curatori della mostra proviene sicuramente dal 1989 (anno d'uscita di Valentina con Demetra Hampton sulle reti Mediaset). Le mie sinapsi si sono rilassate, rientrando nelle loro locazioni abituali, e hanno iniziato a secernere critiche. Primo, mi hanno stampato in mente due parole: augmented reality. Secondo, mi hanno ricordato che Valentina è di professione fotografa. Fotografa onirica. La fotografia filtra la realtà attraverso le ottiche dell'obiettivo. E Valentina usa questa lente per deformare, per aumentare la realtà, per aggiungerle un livello in più. Realtà aumentata, augmented reality, appunto.
Sia chiaro, non voglio mettermi a fare il curatore di mostre. Al massimo, il suggeritore nella buca. Quello che tira fuori i cartelli con le parole che gli attori dimenticano. E quindi eccomi qui, nella mia buca, a tirar fuori un po' di link. Innanzitutto metaio, società che sviluppa tool per augmented reality, con cui sono state realizzati progetti molto convincenti come gli augmented reality books che rappresentano un fantastico modo i aggiungere un layer virtuale alla carta stampata. Poi anche il progetto Mini Cabrio, primo (che io sappia) esempio di AR advertising, sempre lavorando su mezzo stampa. Infine, Wikitude AR travel guide, uno dei 50 progetti vincitori dell'Android Contest, che permette di riconoscere e geolocalizzare quello che il cameraphone sta inquadrando, offrendo informazioni e varie amenità.
Tutto questo, insomma, per suggerire che esiste già la tecnologia che potrebbe rendere una mostra come quella sul mondo di Crepax non solo interattiva, ma addirittura immersiva. E soprattutto, per gratificare tutti quelli che come me, partendo da Valentina, hanno poi scoperto che anche la tecnologia è una delle cose più eccitanti che un uomo possa concedersi senza togliersi i pantaloni.

thriving on crisis


walker
Originally uploaded by brucesflickr
Snapshot from Bruce Sterling's Flickr.

30.8.08

Viral: Steven Wilson - Insurgentes

Once upon a time there were book trailers, now say welcome to album trailers!

 
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